La galassia Genovese

L’artista Rosario Genovese si racconta e ci racconta la sua arte. L’infinitamente grande del cosmo nell’infinitamente piccolo del pennello.

Rosario Genovese
Rosario Genovese

“Innanzi tutto l’emozione. Soltanto dopo la comprensione”.

Così scriveva Paul Gaugin, e così ripete Rosario Genovese dentro la sua arte. Un’arte che inizia alla fine degli anni Settanta con il “realismo fotografico” e che muta e si trasforma fino ad approdare all’eterno ritorno della circolarità dei pianeti.

Un’arte capace di attraversare forme espressive diverse come la fotografia, il disegno, la pittura, la scultura, le installazioni, la poesia con la medesima maestria, con la stessa forza espressiva, con identica passione.

Un’arte che si nutre di ricerca etnologica, antropologica, un’arte che si abbevera nel grande pozzo dei miti e che poi si fa corpo attraverso la sua mano sapiente.

Un’arte che fa bella mostra di sé nell’antologica in programma a Catania proprio in questo periodo al Palazzo della Cultura, e che Genovese ha presentato ai nostri microfoni in una lunga e affascinante intervista, all’interno della quale ha letto per la prima volta una poesia inedita tratta dal suo recentissimo “Le mie stelle parlanti” (Maimone ed. 2011).

Da ascoltare e da “sentire” per poter vedere.