Il Bellini di Acireale torna a suonare nel nuovo video di Paolo Antonio

Il cantautore catanese ci mostra il teatro incendiato 60 anni fa : il Bellini torna a suonare nel video di Paolo Antonio “Viva la Vita”
Un inno alla vita per quella che è. Fatta di alti e bassi, di soddisfazioni e delusioni. Un appello a non mollare. Nonostante tutto.
Dopo “Piacere Salvatore”, il brano antiracket a sostegno di Addiopizzo, che ha spopolato sul web ed è arrivato alla finale del Premio Musica contro le Mafie, il cantautore catanese Paolo Antonio lancia oggi il suo nuovo singolo dal titolo “Viva la Vita”. Un brano che, sulle note di una musica sempre orecchiabile e di un ritornello che entra subito in testa, racconta il disagio di una generazione messa di fronte a un bivio: restare in Italia o scappare via?
Il videoclip è stato girato al Teatro Vincenzo Bellini di Acireale. Distrutto da un misterioso incendio nel 1952 e, da allora, abbandonato al suo silenzio, il Bellini torna così a suonare. Le immagini del video, che si trova su Youtube (https://youtu.be/ev-crptHpQI), ne fanno immaginare l’antico splendore.
La scelta di questo luogo è strettamente legata al tema del brano: “Un teatro abbandonato – afferma Paolo Antonio – oltre a rappresentare il simbolo di un’Italia che non sa valorizzare il proprio patrimonio, è metafora della vita di chi possiede un talento ma non riesce a esprimerlo”.
Protagonista del video è un improbabile direttore d’orchestra che, con il suo abito malconcio alla Charlot, incurante di trovarsi in un teatro deserto, inizia a brandire la bacchetta per dirigere il suo concerto immaginario. “Ed è lui – dice Paolo Antonio – che suggerisce la risposta al dilemma: credere nei propri sogni e sfidarsi per realizzarli, indipendentemente da dove ci si trovi”.
“Una generazione di cuori depressi come salici” – come recita il testo della canzone – rivendica il diritto ad ambire, a sognare, a fare progetti. E il cantautore, che di quella generazione fa parte, svela il significato autobiografico del brano quando dice “mi sento nato negli anni sbagliati”. Dal testo, però, emerge anche la consapevolezza che le cose non sempre vanno come vorremmo e che la felicità, forse, sta proprio nella lotta quotidiana per ciò in cui crediamo. E dunque “Viva la vita che non va”.
Negli ultimi mesi, successivamente alle riprese, il Bellini è stato oggetto di alcuni interventi di restauro che hanno reso fruibile il foyer. “Questo è il segnale di una speranza che dobbiamo continuare ad alimentare – dichiara Paolo Antonio – avendo il coraggio di restare per cambiare le cose”.
L’arrangiamento di “Viva la Vita” è di Carlo Longo. La regia del video è dei fratelli Bruno e Fabrizio Urso. Proprio da loro, che sono acesi, è nata l’idea di girare al Teatro Bellini. Una proposta subito accolta con entusiasmo dal Sindaco Roberto Barbagallo che commenta: “L’iniziativa è lodevole. Va nella direzione verso la quale sta andando l’amministrazione: recuperare tanti luoghi trascurati da tempo, ma dall’alto valore storico e culturale. Non appena ho ricevuto la richiesta – continua – ho immediatamente condiviso lo scopo del video, di accendere i riflettori sull’abbandono del nostro patrimonio e sulla necessità di recuperarlo. Quanto al Teatro Bellini – conclude – abbiamo restaurato le prime tre stanze. Cercheremo di andare avanti, ma occorre trovare i fondi”.
In occasione del lancio di “Viva la Vita”, questa sera, Paolo Antonio sarà ospite di Salvo La Rosa nel programma TV Insieme, in onda alle 21:00 su Antenna Sicilia. “Sono sempre contento di ospitare Paolo Antonio – commenta il padrone di casa della seguitissima trasmissione – che ha sempre dei messaggii da lanciare con la sua musica e i suoi testi. Già con Piacere Salvatore – prosegue – avevo aderito alla campagna contro il pizzo. Oggi presenteremo un altro brano interessante, a favore del recupero delle nostre radici. Un inno alla vita – conclude – che non potevo non condividere”.
Una curiosità sul video: il direttore d’orchestra è interpretato da Alfio Pappalardo, il padre di Paolo Antonio (Pappalardo).
Le foto sono di Laura Finocchiaro.
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