Qual buon vento…

… mi porta a voi ogni martedì sera?

Un alito di vento, un respiro costante e regolare, una folata di parole che non si dissolvono nel vento, un’occasione di incontro e di scambio da non gettare al vento, e di certo neanche emozioni da spargere ai quattro venti…

C’è il vento leggero, la brezza di mare che porta odori e voci, storie ed echi lontani da ascoltare e raccontare ancora, e ancora.

C’è la passione di andare controvento, perché forse solo così si può prendere il sopravvento… e non soltanto scegliendo una direzione ostinata e contraria, ma anche trovandosi al centro del soffio del cambiamento: [i]Wind of change[/i], vento che spira dal muro di Berlino fino a Gorky Park.
Correndo, correndo [i]Against the wind[/i] e combattere contro i mulini a vento, lucidamente consapevoli e nonostante tutto pazzi.

E c’è l’alito di vento atteso con disperata pazienza da chi sta come d’autunno sugli alberi le foglie.

Perché in fondo l’unico modo che conosciamo di amare è far diventare l’altro il nostro stesso “sciatu”. E l’anima non è altro che fiato, soffio, vento. È “anemos”, la parola greca che indicava il vento.

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