Aut aut!

E possibile “scegliere di non scegliere”?
Responsabilita, libero arbitrio, indecisione, determinazione, vigliaccheria, destino, caso.
Ci siamo addentrati nei meandri della scelta in modo trasversale, cercando spunti nella psicologia, nella sociologia, nella letteratura, nella teologia. “Deciditi!”
Quante volte ci e capitato di dirlo o sentircelo dire? Quante volte siamo rimasti bloccati a riflettere senza avere il coraggio di agire davanti a un maglione, a una facolta universitaria, a una casa?

O quante volte abbiamo minacciato un uomo “O me o lei!” (fosse anche la partita della domenica.).

“Essere o non essere, questo e il problema. Nobile forse e piu l’anima che sopporta le frecce e gli urti della fortuna avversa o invece che l’arma impugna e combattendo la tempesta dei mali, lottando doma”…

Quante volte scegliamo di vivere e quante invece subiamo le scelte altrui? E anche subirle non e forse una scelta?

Capita spesso di provare una forte ansia prima di prendere una decisione, forse anche per via dell’etimologia del termine: “decidere” discende dal latino “De-cedere” con il significato di tagliare via. Ogni scelta, dunque, e fatta in vista di qualcosa di positivo, ma comporta anche una certa sofferenza.
Una sofferenza che deriva dalla necessita di ipotecare il futuro attraverso le scelte presenti, ma anche forse al forzato processo di riduzione della dualita che ci contraddistingue (corpo e anima) e che ci mutilerebbe in qualche modo. Perche spesso ci troviamo a scegliere tra estetica (intesa come sensorialita) ed etica.
Ciascuno e fabbro del proprio destino – si dice – ma siamo immuni dalle bizzarrie del caos?
Aveva scelta Giuda? Fino a che punto Agamennone e stato costretto a uccidere la figlia?
E non decidere e meglio che decidere male?

… insomma, forse “Il libero arbitrio e fondamentale: cosa sarebbe la vita senza la possibilita di fare scelte stupide?”

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