Catania: violentato in carcere perchè gay

Stuprato in carcere perchè sospettato di essere omosessuale: è il destino toccato ad un 20enne catanese detenuto nell’istituto di piazza Lanza per associazione mafiosa che secondo il racconto del suo legale sarebbe stato violentato proprio perchè ritenuto gay. A parlarne, davanti alle telecamere di Klauscondicio la trasmissione di Klaus Davi in onda su You tube, è l’avvocato Antonio Fiumefreddo, che è anche sovrintendente del teatro Massimo Bellini. Fiumefreddo ha reso noto come il suo assistito scrivesse poesie in cella e fosse ritenuto omosessuale: quindi la punizione del clan consistita in uno stupro di gruppo cui hanno partecipato otto persone e rimasto impunito nonostante l’inequivocabile referto dell’infermeria. L’Arcigay e le altre associazioni omosessuali, in riferimento ai fatti, che risalirebbero a due anni addietro, chiedono adesso chiarezza